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Dovrei scegliere lo svezzamento guidato dal bambino o lo svezzamento tradizionale?

Nell’arco degli ultimi anni, la tendenza allo svezzamento guidato dal bambino è diventata sempre più comune, con alcune mamme che lo preferiscono al più tradizionale svezzamento di introdurre i primi cibi solidi nell’alimentazione del bambino.

Come per la grande maggioranza degli argomenti legati alla genitorialità, non esiste un modo corretto in assoluto, ma solo ciò che sembra giusto per te e per il bambino. Esistono pro e contro per tutti e due i metodi, perciò dai un’occhiata a quali sono le implicazioni per entrambe le correnti di pensiero e fidati del tuo istinto.

Svezzamento tradizionale

Fino a non molto tempo fa, questo era il modo in cui gran parte delle mamme introducevano cibi solidi ai loro bambini. Si inizia con puree di verdure, frutta e riso dalla consistenza fluida fino a passare gradualmente a cibi schiacciati o tagliati per abituarli alle varie consistenze come ad esempio, purea di banane o di patate, prima di introdurre alla fine cibi che possono essere afferrati con le dita quali toast, pasta, bastoncini di verdure cotte. Puoi preparare tanti pasti divertendoti con possibili varianti e consistenze e congelarli per consumarli in seguito.

Pro

  • Saprai quanto hanno mangiato
  • Avrai la certezza che abbiano una dieta varia
  • Meno pasticci
  • Potrai utilizzare barattoli e sacchetti (molto comodi se sei in giro)

Contro

  • Preparare tante puree diverse richiede tempo
  • Svezzamento tradizionale all’ora dei pasti vuol dire che non mangerete davvero insieme
  • Si abituano a consistenze fluide, per cui alcune volte è difficile fargli accettare consistenze diverse.
Metodo guidato dal bambino

SVEZZAMENTO NATURALE O AUTOSVEZZAMENTO

In poche parole, consiste nel lasciare che il bambino si alimenti da solo. Tu dovrai semplicemente mettere a sua disposizione degli alimenti tagliati nelle giuste dimensioni, e poi toccherà a tuo figlio mangiarli se ne ha piacere o rifiutarli se non sono di suo gusto. Pane tostato, cetrioli, bastoncini di carota, broccoli, carne: qualsiasi cosa tuo figlio sia in grado di afferrare e ragionevolmente masticare, con i denti o anche con le gengive. Questa è l’essenza. Molte mamme optano naturalmente per questo metodo con il secondo figlio, poiché sono già troppo indaffarate a cucinare per il resto della famiglia.

PRO

  • Nessun purè/passato da cucinare
  • È possibile mangiare tutti insieme
  • Le ore dei pasti diventano occasioni sociali fin da subito
  • Il bambino inizia a esplorare nuovi sapori e consistenze più rapidamente
  • Nessuna rifiuto di cibo “grumoso”

CONTRO

  • Tanti, tanti pasticci. In genere, la pulizia da fare dopo sarà una vera e propria operazione militare.
  • Incertezza sulla quantità di cibo realmente ingerita
  • Sensazione di uno spreco eccessivo di cibo
  • Difficoltà, alle volte, a trovare qualcosa di adatto da mangiare quando non si è a casa, specialmente cibi a basso contenuto di sale
  • Le opinioni di chi non ha mai provato questo metodo!
  • Può fare un po’ paura sentirli deglutire e devi stare ancora più attenta per scongiurare ogni rischio di soffocamento

Qualunque sia la tua scelta, prova a non stressarti troppo riguardo ai pasti (lo sappiamo che è più facile a dirsi che a farsi!) e accetta tutti quei piccoli pasticci che questa fase comporta. Ci piace ricordare che per i bambini fino a un anno di età, il cibo non va considerato come un nutrimento vero e proprio, ma piuttosto come un gioco, visto che ottengono ancora tutto ciò di cui hanno bisogno dal latte, per cui questa fase della loro vita rappresenta una vera e propria opportunità di apprendimento e sperimentazione. In bocca al lupo, mammina!

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